
MARTEDĚ 10 GENNAIO 2012
Un nostro attento lettore ci segnala la novità di una recente patologia adolescenziale: la stanchezza cronica. Essa cavalca l’onda della più nota ADHD, ovvero la sindrome della disattenzione ed eccessiva vivacità.
La cosa è tornata agli onori della cronaca in seguito alle nuove regole dettate dall’Agenzia Italiana del Farmaco per l’utilizzo dell’atomoxetina, ovvero il farmaco utilizzato anche in Italia per la cura dei bambini affetti dalla cosiddetta ADHD.
L’Agenzia ha riportato in una circolare i dati di recenti studi clinici che dimostrano come i piccoli pazienti trattati con questa molecola presentino considerevoli aumenti della pressione sanguigna.
Tutto ciò chiaramente mette a rischio la salute dei bambini, in particolare in presenza di pregresse patologie o anomalie del sistema circolatorio.
L’AIFA impone attenta valutazione dei casi, accuratezza nella somministrazione e la compilazione di una check list per valutare la presenza di problemi cardiaci nei piccoli pazienti.
In Italia da anni una corrente di obiezione a tale dottrina farmacologica, guidata in modo significativo dall’Associazione “Giù la mani dai Bambini”, combatte un’ardua lotta per convincere l’opinione pubblica e la comunità scientifica circa la pericolosità di farmaci come il Ritalin, uno psico-farmaco per minorenni, usato anche in Italia per curare l´iperattivismo, che, secondo questa associazione, non cura nulla, ma crea gravi problemi anche al fegato ed espone bambini e adolescenti al rischio di suicidio.
Ho avuto modo di operare come consulente di numerose comunità che ospitano minori a rischio, e di ragazzi con bollenti spiriti ne ho visti parecchi. Non riuscivo davvero a individuare in loro una patologia, piuttosto un profondo dolore dettato dal vissuto familiare o, in taluni casi, addirittura una personalità molto creativa, se non quasi geniale.
Nutro molti dubbi circa la somministrazione obbligatoria di alcuni vaccini, che in piccola percentuale possono essere causa di autismo conclamato nella popolazione infantile, immaginarsi se mi posso dire favorevole alla somministrazione di uno psico-farmaco a un bambino che genitori, insegnanti ed educatori non sanno controllare.
Mi pare piuttosto un enorme fallimento della pedagogia: siccome non riusciamo a tenerli a bada come avveniva un tempo, diamogli un bel tranquillante.
Dal punto di vista giuridico, se nel caso di danni da vaccinazione obbligatoria il Legislatore ha predisposto un risarcimento ai genitori per il tramite della legge 210/92, tuttavia i genitori di un minore con salute danneggiata da psico-farmaci non avrebbero al momento alcuna normativa ad hoc, se non la normale responsabilità aquiliana.
La somministrazione di psico-farmaci a bambini e adolescenti
avv. Massimiliano Arena, direttore Rivista di Diritto Minorile
Un nostro attento lettore ci segnala la novità di una recente patologia adolescenziale: la stanchezza cronica. Essa cavalca l’onda della più nota ADHD, ovvero la sindrome della disattenzione ed eccessiva vivacità.La cosa è tornata agli onori della cronaca in seguito alle nuove regole dettate dall’Agenzia Italiana del Farmaco per l’utilizzo dell’atomoxetina, ovvero il farmaco utilizzato anche in Italia per la cura dei bambini affetti dalla cosiddetta ADHD.
L’Agenzia ha riportato in una circolare i dati di recenti studi clinici che dimostrano come i piccoli pazienti trattati con questa molecola presentino considerevoli aumenti della pressione sanguigna.
Tutto ciò chiaramente mette a rischio la salute dei bambini, in particolare in presenza di pregresse patologie o anomalie del sistema circolatorio.
L’AIFA impone attenta valutazione dei casi, accuratezza nella somministrazione e la compilazione di una check list per valutare la presenza di problemi cardiaci nei piccoli pazienti.
In Italia da anni una corrente di obiezione a tale dottrina farmacologica, guidata in modo significativo dall’Associazione “Giù la mani dai Bambini”, combatte un’ardua lotta per convincere l’opinione pubblica e la comunità scientifica circa la pericolosità di farmaci come il Ritalin, uno psico-farmaco per minorenni, usato anche in Italia per curare l´iperattivismo, che, secondo questa associazione, non cura nulla, ma crea gravi problemi anche al fegato ed espone bambini e adolescenti al rischio di suicidio.
Ho avuto modo di operare come consulente di numerose comunità che ospitano minori a rischio, e di ragazzi con bollenti spiriti ne ho visti parecchi. Non riuscivo davvero a individuare in loro una patologia, piuttosto un profondo dolore dettato dal vissuto familiare o, in taluni casi, addirittura una personalità molto creativa, se non quasi geniale.
Nutro molti dubbi circa la somministrazione obbligatoria di alcuni vaccini, che in piccola percentuale possono essere causa di autismo conclamato nella popolazione infantile, immaginarsi se mi posso dire favorevole alla somministrazione di uno psico-farmaco a un bambino che genitori, insegnanti ed educatori non sanno controllare.
Mi pare piuttosto un enorme fallimento della pedagogia: siccome non riusciamo a tenerli a bada come avveniva un tempo, diamogli un bel tranquillante.
Dal punto di vista giuridico, se nel caso di danni da vaccinazione obbligatoria il Legislatore ha predisposto un risarcimento ai genitori per il tramite della legge 210/92, tuttavia i genitori di un minore con salute danneggiata da psico-farmaci non avrebbero al momento alcuna normativa ad hoc, se non la normale responsabilità aquiliana.
avv. Massimiliano Arena, direttore Rivista di Diritto Minorile

