
Affido condiviso perfetto: sentenza innovativa a Genova.
Tribunale ordinario di Genova
Papà c´è, è presente almeno quanto mamma. E quindi
non deve pagare anche l´assegno di mantenimento. La
cosa più importante, l´affetto al figlio, la versa già giorno
per giorno. E così il tribunale riconosce che
l´«affidamento condiviso perfetto» del figlio assolve di per
sè gli obblighi di entrambi i genitori. La sentenza
«rivoluzionaria» arriva da Genova. Una mamma che
aveva chiesto la separazione, aveva già ottenuto un
assegno mensile di 200 euro per il mantenimento
indiretto del figlio, poi portato a 250. Ma non le bastava,
chiedeva di più. Ed ha perso anche quel contributo che
aveva in precedenza. Di fronte alla quarta sezione civile,
il papà si è limitato a far presente la situazione. Lui,
cassintegrato e in mobilità, provvedeva già ad accudire il
figlio per 15 giorni al mese, come da accordi con la ex
moglie. Quando il figlio era con lui aveva tutto ciò di cui
aveva bisogno. Esattamente come quando stava con la
mamma. Tra l´altro, con i suoi 11.600 euro lordi di
reddito annui, il papà faceva già l´impossibile, avendo
almeno la fortuna di avere una casa di proprietà. In altri
termini: il papà provvede esattamente in parte uguale
alla mamma al mantenimento, per la metà dei giorni.
Pagare anche un assegno di mantenimento indiretto
potrebbe addirittura rappresentare a favore della madre
una «rendita parassitaria vietata dalla legge e dalla
giurisprudenza di legittimità». Il tribunale civile di Genova
ha fatto propria questa interpretazione di par condicio tra
i genitori. Lo stesso collegio che in corso di causa aveva
già innalzato da 200 a 250 euro l´assegno di
mantenimento, alla fine ha ritenuto che il padre
svolgesse appieno il suo dovere già vivendo per 15 giorni
al mese con il figlio. Tra l´altro questa decisione
dell´«affidamento condiviso perfetto» era stata presa di
comune accordo tra i genitori, visto che la madre doveva
lavorare come commessa e non poteva tenere sempre il
figlio con sè.

